Il commercio con l'estero del settore agroalimentare

    Import Export

    Fonte: elaborazioni IRES Piemonte su dati Istat  - Coeweb

    L’intero settore agroalimentare piemontese, nel 2018, ha esportato beni per 5,96 miliardi di €[1]. Le importazioni ammontano, invece, a 4,21 miliardi generando un saldo positivo della bilancia commerciale per 1,75 miliardi di €. Il Piemonte da sempre risulta importatore netto di prodotti agricoli (2,27 miliardi di € contro 0,51 miliardi di export) ed esportatore di prodotti trasformati (import 1,94 miliardi di € ed export 5,45 miliardi). Il settore primario, infatti, destina la gran parte dei propri prodotti al mercato interno, sia verso l’industria locale che per il sistema distributivo. Tra le poche produzioni primarie ad essere esportate va citata la frutta fresca (soprattutto mele e kiwi). Al contrario, per i prodotti trasformati, sono numerose le produzioni destinate all’export come, ad esempio, i vini, il caffè e i prodotti dell’industria dolciaria.

    Il sistema agroalimentare piemontese è strutturalmente orientato verso un’organizzazione produttiva che importa materie prime ed esporta prodotti trasformati. Le tendenze degli ultimi anni rafforzano questa impostazione mostrando un aumento parallelo del valore delle importazioni di prodotti agricoli (+26% nel triennio 2014-2017) e delle esportazioni di prodotti dell’industria alimentare (+14,9% nel triennio 2014-2017).

    Guardando il solo settore primario il saldo commerciale risulta quindi negativo, con un bilancio di -1,86 miliardi di €. Gli acquisti riguardano soprattutto materie prime per l’industria alimentare regionale; spicca il primato del Brasile (circa 212 milioni di €) come primo paese esportatore grazie soprattutto al caffè, seguito dalla Turchia (il principale produttore mondiale di nocciole), la cui quota sul nostro mercato si è notevolmente ridotta grazie all’incremento della produzione locale. Il secondo gruppo di prodotti è quello degli animali vivi, che riforniscono soprattutto la filiera del bovino da ristallo e il cui principale mercato è quello francese con il 41,7% del totale. Di minore rilevanza le esportazioni pari a 0,47 miliardi di €. L’87% di esse ricade nella categoria della frutta fresca e frutta a guscio.

    I dati che riguardano l’industria alimentare sono distribuiti in misura diametralmente opposta, con l’export che ammonta a 5,0 miliardi di € contro gli 1,79 miliardi delle importazioni. Tra i prodotti esportati, il primo posto è occupato dalle bevande con 1,6 miliardi di €. Il principale mercato per questa categoria, in cui spiccano alcuni vini DOCG come l’Asti Spumante, il Moscato d’Asti ed il Barolo, sono gli Stati Uniti con il 18,2% (circa 295 milioni di €). Di poco minore è la quota di mercato della Germania (252 milioni). Oltre alle bevande, si segnalano ottimi andamenti anche per i prodotti da forno (+9,5% nell’anno e +22% nel triennio) e per i lattiero caseari (+9,6% nell’anno e +5% nel triennio).

    Il primo mercato per l'export agroalimentare è comunque l’Unione Europea con il 76,2% del totale, guidata dalla Francia con il 21,3%. Tra le destinazioni più lontane, oltre agli Stati Uniti, una quota importante è riservata ai paesi asiatici (9,6%), in particolare Cina, Giappone e i paesi della penisola araba. Questi dati ci possono dare una misura della reale esposizione dell’agroalimentare del Piemonte rispetto al possibile innalzamento delle barriere daziarie da parte di alcuni paesi extraeuropei, in particolare gli StatiUniti.

     

    [1] Dati Istat - Coeweb

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