Servizi commerciali nelle aree rurali

    Il commercio al dettaglio è un servizio cruciale per la qualità della vita quotidiana della popolazione di un territorio e la desertificazione commerciale che caratterizza ormai una larga parte delle aree rurali marginali del Piemonte contribuisce ad ostacolarne il ripopolamento. Saranno qui di seguito analizzati i dati relativi alla distribuzione locale (mercati, esercizi di vicinato) e agli esercizi pubblici, che possono anche svolgere un ruolo di aggregazione oltre che di servizio commerciale.

    Secondo i dati forniti dall’Osservatorio Regionale del Commercio, il numero dei negozi a localizzazione singola[1], nel 2018, è risultato essere pari a 64.851, una flessione del 2,7% rispetto al 2017. I centri commerciali sono, invece, cresciuti del 3% passando da 334 a 344 unità tra il 2017 ed il 2018. A partire dal 2014 gli esercizi a localizzazione singola sono calati costantemente, facendo registrare una contrazione media annua di -0,6% a livello regionale.

    I settori merceologici più colpiti dalle chiusure sono quelli non alimentari. Questi, infatti si riducono del 3,3% tra il 2017 ed il 2018 ( -0,56% valore medio annuo a partire dal 2014). I negozi alimentari sono moderatamente in aumento nel quinquennio (+0,46% tasso di crescita medio annuo tra il 2014 ed il 2018) ma tra il 2017 ed il 2018 si sono ridotti del 3,3%.

    I negozi misti (alimentari e non alimentari), infine, mostrano un calo contenuto tra il 2017 ed il 2018 (-0,7%), ma a partire dal 2014 presentano un tasso di riduzione medio annuo pari a -2,35%.

    Naturalmente l’analisi territoriale fa emergere delle differenze non trascurabili, in particolare si sottolinea la forte contrazione nelle aree montane (aree D) dei negozi non alimentari e misti (tab. 22). Con lo stesso metodo utilizzato per i posteggi dei mercati è stata calcolata la densità dei negozi a localizzazione singola ogni cento abitanti in Piemonte e nelle diverse aree rurali. Dall’analisi risulta che, al contrario di ciò che accade per i mercati, le aree rurali con problemi di sviluppo di montagna ed alta collina presentano una densità degli esercizi commerciali inferiore.

    Nel 2018 si contavano in Piemonte 1.229 mercati per un totale 40.204 posteggi. I dati analizzati dal 2005 mostrano una tendenza alla riduzione del numero di posteggi per mercato, sebbene dal 2010 si osservi un andamento sostanzialmente stabile. La dimensione media dei mercati piemontesi è attualmente di 33 posteggi, che nelle aree PSR diminuisce passando dai poli urbani alle aree rurali B, C1 e C2-D.

    La minore dimensione dei mercati nelle aree rurali più svantaggiate, se letta insieme al dato sulla popolazione residente, non sembra a prima vista creare un problema di offerta per questi territori. Tuttavia, prendendo in considerazione parametri quali la stagionalità del mercato e l’incidenza dei posteggi non occupati (posteggi liberi) si rilevano alcune criticità:

    • l’elevata incidenza di mercato stagionali nelle aree C2 e D, che costituisce un fattore di debolezza in termini di servizio alla popolazione residente;
    • la maggiore presenza, negli stessi territori, di posti non occupati, segno del progredire della desertificazione commerciale.

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